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Il fenomeno del miele contraffatto cinese

Dal 2010 ad oggi, la domanda di miele è aumentata in media, di circa 20 tonnellate. Con l’aumento della popolazione, ma anche con le preferenze dei consumatori sempre più interessati ad alimenti naturali e sani, si è determinato il successo del nettare delle api. Purtroppo, si è affermata sul mercato una concorrenza sleale, il miele cinese ovvero un miele fatto senza api, viene raccolto immaturo e lavorato all’interno di fabbriche ed infine viene miscelato con lo sciroppo di zucchero o di riso. Sono meccanismi industriali che non rispettano le norme europee quindi si ha una produzione più rapida e soprattutto più economica che va ad accelerare i vari processi che le api effettuano in un periodo di tempo più elevato. I processi di essicazione e maturazione avvengono lontani dall’alveare e questo comporta che il prodotto finale è privo delle caratteristiche principali del miele. L’import del miele contraffatto è difficile da frenare in quanto in fase di controllo attraverso analisi non si riesce ad individuare il falso.

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In che modo le api producono il miele?

Le api ci regalano il miele da migliaia di anni, ma anche il miele è in un periodo difficile tra crisi economica, pesticidi e cambiamenti climatici. La materia prima per il miele proviene direttamente dalle api: il nettare dei fiori o della melata (una sostanza contenente zucchero prodotta dal metabolismo degli afidi e altri piccoli insetti che si nutrono dei succhi delle piante) viene raccolto dalle api da bottinatrici. Queste api sono specializzate, una volta tornate nelle arnie, nel passare bottino (da cui il nome) alle altre api operaie.

Pertanto, dopo che il lavoro delle api è completato, l’elaborazione artificiale del miele inizia dopo il periodo di fioritura. Per estrarre il miele dal melario, cioè la parte dell’alveare che contiene il nido d’ape, bisogna prima rimuovere le api. Di solito, questo viene fatto usando l’apiscampo, un disco di plastica che forza le api a lasciare il melario e non posso tornare, tutto questo non danneggia in alcun modo la loro salute. Un altro metodo consiste nell’utilizzare un soffiatore che con aria compressa allontana le api, è un metodo più aggressivo, ma non le danneggia. Quando tutte le api si sono allontanate si può procedere alla rimozione del melario e procedere con le successive fasi. Attraverso il rifrattometro si controlla la percentuale di umidità presente nel miele e le api, generalmente, rivestono il melario quando si raggiunge una percentuale di umidità inferiore al 18%. Quando il miele, per motivi dovuti al clima, supera le percentuali di umidità può deumidificato con appositi macchinari.  La fase successiva è quella dell’estrazione, con un coltello si procede alla disopercolatura, operazione funzionale all’estrazione del miele che consiste nel dissigillare, manualmente o attraverso l’utilizzo di una macchina, le chiusure di cera con cui le api sigillano il miele nelle celle per conservarlo al meglio. Il miele viene filtrato e una volta pulito avviene la decantazione, per far comparire le bollicine d’aria durante l’estrazione del miele dai favi. Eliminata la schiuma vengono imbottigliati i primi vasetti e il miele viene preso dal basso perché sulla superficie possono essere presenti alcune impurità.

Il percorso per ottenere il miele è un viaggio molto lungo e gli apicoltori pongono molta attenzione alla cura del dettaglio e il risultato è un prodotto di ottima qualità.

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Il miele biologico

Il miele biologico esiste? La risposta è sì.

Innanzitutto, l’apicoltore sa dove vanno le sue api. Le api nel corso della loro vita, che è di una quarantina di giorni, in termini di chilometri compie il giro del mondo, ma in quanto a distanza non si allontana più di tre chilometri dall’arnia. Per la definizione di biologico, la posizione dell’arnia incide più o meno per il 20%, il restante riguarda i trattamenti e il cibo. In uno stato di biologico, alle api non viene propinato nessun trattamento e per quanto riguarda il cibo le api si nutrono del loro stesso miele a differenze dell’apicoltura tradizionale dove assumono glucosio e sciroppi.

Un altro aspetto importante nel biologico è che l’ape regina si seleziona da sé, solo le regine più forti riescono a sopravvivere. Questo perché se vengono trattate le api con antibiotici le loro difese diminuiscono, al contrario se non vengono trattate andranno avanti solo le più forti e se nelle arnie non vengono utilizzati acqua e zucchero si ottiene una produzione inferiore di miele ma la qualità sarà eccellente.

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Proprietà e benefici del miele

Il miele, tra tutti gli alimenti dolci, rappresenta l’unica sostanza le cui proprietà proprietà ed effetti benefici sono prodotte dalla natura, dal momento che l’uomo non interviene in alcun modo sulla sua formazione. L’elevato impiego del miele in cucina, utilizzato come dolcificante, ha preso il posto del comune saccarosio. Il miele è ricco di sali minerali e polisaccaridi. Tra le molteplici proprietà del miele la più importante è quella antibatterica e antibiotica ed è per questo motivo che viene consigliato per trattare problemi alla gola o alle vie respiratorie. Il miele assume molteplici caratteristiche a seconda dei fiori da cui le api ricavano il nettare e possono avere numerosi benefici. Innanzitutto, a livello digerente stimola l’attività della flora batterica ed ha un effetto depurativo. Per quanto riguarda le vie urinarie il miele ha proprietà antinfiammatorie e ha un effetto diuretico, inoltre stimola la circolazione per avere una maggiore difesa contro l’anemia. Infine, ci sono alcune tipologie di miele che hanno dei benefici più particolari per problemi al colon e sono antitumorali.

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Saccarosio e miele: che differenza c’è?

Uno degli zuccheri più dannoso è il saccarosio, abbassa le riserve minerali del nostro organismo. Dopo la trasformazione perde tutte le vitamine e i minerali, va ad influire sul sistema immunitario e nervoso andando ad acidificare il sangue e inoltre va ad aumentare la possibilità di obesità.

Sia il miele che lo zucchero sono principalmente costituiti da glucosio e fruttosio ma la principale differenza risiede nel fatto che il miele è costituito da una dose minore e contiene acqua. Il saccarosio con la sua elevata percentuale di glucosio e fruttosio favorisce l’introduzione dell’insulina nel sangue ed è la causa della comparsa di cellule che possono diventare tumorali.

Al contrario il miele è uno degli zuccheri più naturali, ed è rinomato per le sue proprietà terapeutiche ed è un ottimo energizzante.

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Glifosato e api

Il glifosato viene classificato come diserbante che va a sterminare tutte le piante infestanti ed è uno dei problemi più gravi in quanto le api si nutrono di queste piante.

Il glifosato viene utilizzato nell’agricoltura e orticoltura e viene impiegato prima della semina oppure per accelerare il processo di maturazione. Sono stati portati avanti molti studi, dove le api venivano sottoposte a livelli di glifosato uguali a quelli utilizzati nei campi e si notò subito come ci furono dei cambiamenti nei microbiomi delle api. Può essere classificato come una delle cause principali dello spopolamento degli alveari ma non solo in quanto è stato definito come cancerogeno ed è presente sia nelle verdure che in altri cibi come farine e pasta. La soluzione per non assumere prodotti che contengono glifosato e acquistare prodotti biologici e nell’attuazione di norme più restrittive sull’utilizzo di questo diserbante.

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Il miele, alimento prezioso e antichissimo

Il miele è uno dei cibi più antichi per l’umanità: studi archeologici hanno confermato che gli umani preistorici mangiavano questo tipo di cibo dolce: in una roccia trovata vicino a Valencia, in Spagna, all’inizio del XX secolo, è rappresentata una persona sospesa con una liana su una roccia. La liana trasporta una borsa da sella e innumerevoli api ronzano intorno alla persona mentre raccoglie favi da miele da alcuni canali rocciosi.

Più tardi, quando le persone abbandonarono le grotte e costruirono capanne e case, iniziarono anche a costruire muri artificiali per le api. Quattromila anni fa, con le piante fiorite dell’alveare, gli egiziani iniziarono a tenere le api, specialmente nel delta del Nilo. Durante gli scavi praticati nelle tombe, si è scoperto che il defunto era accompagnato da vasi di miele per proseguire il viaggio dell’aldilà: al suo interno è stato scoperto che il miele ha conservato la sua virtù e le sue caratteristiche per migliaia di anni. Il geroglifico ha confermato che può essere usato sia come terapia alimentare che medica per alleviare il tratto digestivo e per curare piaghe e ferite.

Per i romani, era un dolcificante ideale: era importato da Creta, Cipro, Malta e Spagna. Veniva utilizzato nelle materie prime e nei cibi cotti, per la preparazione di dolci, birra, conserve e idromele, una bevanda prodotta dalla fermentazione alcolica del miele diluito con acqua, ed era la bevanda degli dèi.

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Torta di formaggio e miele

INGREDIENTI

  • 700 gr. di formaggio di pecora
  • 225 gr. di miele
  • 300 gr. di farina bianca di grano
  • 100 gr. di farro

PROCEDIMENTO:

Le sfoglie interne
Pestare nel mortaio il farro prestando attenzione a non ridurlo in farina. Mettere a bagno i chicchi spezzati in acqua per almeno un giorno. Impastare la farina con il farro, aggiungendo un pizzico di sale e, se necessario, un po’ d’acqua fino a raggiungere una consistenza omogenea. Tirare sei sfoglie tonde non troppo sottili della stessa dimensione del fondo della tortiera. Passarle singolarmente in padella per un paio di minuti a bassa temperatura. Lasciare che le sfoglie si raffreddino e si secchino.

Il fondo della torta
Impastare la farina con un pizzico di sale e acqua tiepida per 15-20 minuti fino a ottenere una consistenza omogenea. Tirare una sfoglia circolare più ampia della tortiera, in modo da avvolgere tutti gli strati della torta.

La composizione della torta
Mescolare formaggio e miele. Mettere le foglie di alloro sul fondo della tortiera e ungere con olio o strutto. Adagiare con attenzione il fondo della torta sulla teglia e mettere sopra il primo strato interno. Spalmare la mistura di formaggio e miele e coprire con il secondo strato interno, continuando così fino ad avere esaurito tutte le sfoglie precotte. Mettere l’ultima sfoglia e chiudere la torta con il fondo. Mettere la torta in forno, cuocendo per circa mezz’ora. Quando è pronta lasciarla raffreddare. Servire tiepida o a temperatura ambiente.

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Vino con il miele (Mulsum)

INGREDIENTI:

  • 1 bottiglia di vino (rosso o bianco) da 750 ml.
  • 3 cucchiai di miele
  • 1 cucchiaino di pepe macinato

PREPARAZIONE:

Travasare in una bottiglia metà del vino e versare il miele. Fra un cucchiaio e l’altro versare un po’ di vino ancora. Aggiungere il restante vino e il pepe. Chiudere la bottiglia e mescolare tutto bene agitandola a lungo, finché non ci sia più miele sul fondo. Farla raffreddare qualche oretta nel frigo. Il miele, essendo zucchero, oltre ad addolcire provocherà una reazione chimica che aumenta di poco la gradazione alcolica. Prima di servire fresco, infine, agitare ancora per smuovere il pepe dal fondo. La quantità di miele è indicativa, dipende dal risultato che si vuole ottenere e anche dal sapore del vino utilizzato. Si consiglia di usare un vino secco e non dolce

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Maiale al miele

INGREDIENTI:

  • 500 gr. di lonza di maiale
  • 1 rametto di rosmarino
  • 1 rametto di timo
  • pepe q.b.
  • sale q.b.
  • 75 gr. di miele di acacia
  • Salvia
  • Olio extravergine di oliva

PROCEDIMENTO:

Preparare un trito di rosmarino, salvia, timo, sale e pepe e massaggiare la lonza. In una padella con l’olio, facciamo rosolare per bene da tutte le parti la lonza in modo da sigillare i succhi della carne.

Terminata la rosolatura poniamo la lonza in una teglia ricoperta da carta da forno e la inforniamo a 190 °C per circa 10 minuti bagnandola con il brodo.

Toglietela dal forno e con l’aiuto di un pennello la ricopriamo con il miele, abbassiamo la temperatura del forno a 170 °C e terminiamo la cottura per altri 30 minuti, girandola e bagnandola spesso con il fondo di cottura. Una volta cotta lasciatela riposare coperta con dell’alluminio per 10 minuti. Servire la lonza tagliata a fette accompagnata dalla salsa di miele che si è formata in cottura.